Kinder Delice : sai cosa mangi?

ferrero_kinder_delice-150x150

Facendo un po’ di conti grazie alle percentuali espresse nella confezione si può tranquillamente arrivare a pensare che questa merendina è composta per più del 60% da zuccheri e grassi tra i quali lo zucchero appunto è proprio il primo ingrediente seguito da grassi vegetali e solo al terzo posto troviamo un alimento sano quale il latte(10%) e la farina(8,5%).

Per fortuna che mia nonna fa ancora degli ottimi biscotti

Di seguito la lista degli ingredienti:

  • Zucchero: lo zucchero grezzo viene lavato con latte di calce poi, per eliminare la calce che e’ rimasta in eccesso, viene trattato con anidride carbonica.Ma non è finita qui,infatti il prodotto così ottenuto avrebbe un colore scuro quindi viene trattato con acido solforoso e poi sottoposto a cottura,raffreddamento e cristallizzazione.Infine avviene la centrifugazione.
    Probabilmente starete pensando che sia finita qui.Invece siamo arrivato solo allo stadio dello zucchero grezzo da cui parte la seconda fase della lavorazione: lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno).(ulteriori informazioniqui)
  • Grassi vegetali non idrogenati:siano leggermente migliori di quelli che fanno uso dei tradizionali grassi vegetali.
    Si tratta comunque di prodotti manipolati artificialmente, non naturali e magari ricavati da oli di qualità scadente o già rancidi. Inoltre, questi alimenti presentano comunque un elevato contenuto di acidi grassi saturi, proprio perché semisolidi a temperatura ambiente.
  • Latte intero (10%)
  • Farina di frumento (8,5%)
  • Uova
  • Sciroppo di glucosio-fruttosio:uno studio pubblicato sul numero di Febbraio su The Journal of Nutrition , di cui nessuno parla, dimostra che l’elevato consumo di sciroppo di glucosio-fruttosio predispone al diabete, problemi cardiovascolari e obesità gli adolescenti.
  • Latte scremato in polvere (5%),
  • cacao magro (3%)
  • olio vegetale non idrogenato: questa sigla può rappresentare un grande buco nero e tutto dipende dalla materia prima da cui si parte.Ad esempio si può intendere il sano olio di oliva(ma allora perché non scriverlo) oppure i pessimo olio di colza costituito per circa la metà da acido erucico i cui effetti negativi sulla crescita, sul fegato e sul cuore sono ormai documentati(negli USA è stato lanciato un olio di colza geneticamente modificato a basso tenore di acido erucico, l’olio canola.)
    Si può passare per l’olio di cocco contiene contenente l’87% di grassi saturi(il burro ne contiene il 65%). I grassi saturi però (andando un po’ più in là nella nostra conoscenza) possono essere a catena media (non influenzano i valori di colesterolo) o a catena lunga (questi sì!). Se si passa poi all’olio di palma si scopre che in commercio esistono due oli di palma: quello “rossiccio” e quello “gialliccio”; le caratteristiche sono completamente diverse, peccato che nei prodotti venga usata la sola dizione “olio di palma”
  • cacao (2%)
  • Siero di latte: Il siero di latte è la parte liquida del latte che si separa dalla cagliata durante la caseificazione. Il siero è utilizzato per produrre la ricotta, come additivo in altri prodotti alimentari e di pasticceria, e come cibo per animali.
  • aromi: non vengono propriamente usati per insaporire i prodotti ma per dargli il loro sapore “naturale”, ovvero quel sapore che hanno perso durante tutto il processo di lavorazione del prodotto stesso. Nel caso peggiore invece gli aromi vengono utilizzati per alterare completamente il sapore di un prodotto che altrimenti risulterebbe “cattivo”.Non essendo riportata la sigla “aromi naturali” questi sono sicuramente di origine chimica/artificiale,insomma potrebbe esserci di tutto
  • carbonato acido di sodio: è il comune bicarbonato di sodio
  • succo di limone
  • mono e digliceridi degli acidi grassi:vengono utilizzati prevalentemente come emulsionanti, quindi per la loro capacità di tenere “unite” fasi acquose.
    L’impatto salutistico rimane comunque dubbio, dato che in teoria per esigenze funzionali un produttore di un alimento privo di grassi idrogenati potrebbe poi utilizzare miscele di mono e digliceridi ricche di acidi grassi trans. Anche se vengono usati principalmente oli vegetali, non può inoltre essere escluso l’impiego di grassi animali.
  • lecitina di soia: è in grado di tenere insieme due sostanze, come i grassi e l’acqua, normalmente non mescolabili. Questa proprietà, detta emulsionante, viene sfruttata in diversi settori industriali, che vanno dall’impiego alimentare (per la produzione di creme, salse, gelati ecc.) a quello cosmetico e salutistico.la lecitina è un ottimo regolatore del colesterolo sanguigno e viene ricavata soprattutto dalle leguminose, come la soia, o dal tuorlo d’uovo.
  • siero di latte concentrato: è un nutrimento che permette di realizzare una FORTE ECONOMIA NEI COSTI DI ALIMENTAZIONE del ciclo di ingrasso. Esso viene utilizzato a partire dai 35 Kg di peso vivo dei suini in accrescimento e gradualmente il suo impiego aumenta con l’aumentare dell’età e del peso del suino.
  • sale
This entry was posted in Articoli, Nutrizione. Bookmark the permalink.