Il sedano: l’afrodisiaco

Il sedano l’afrodisiaco

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Il sedano (Apium graveolens) ha avuto un destino non felice poichè apprezzato solo in gastronomia: lo si mangia infatti come aperitivo, oppure, soprattutto in Puglia, al termine del pasto, come “frutta verde” insieme ai finocchi e ai ravanelli; oppure come verdura di stagione da bagnare nella piemontese “bagnacauda” con i peperoni, cardi e i topinambur.

A dispetto dell’epoca moderna il sedano nell’antichità era una pianta nobile, tant’è vero che Omero lo citava come l’ortaggio con il quale si componevano corone per gli atleti. Nel 516 a.C. una corona di sedano venne data come premio ai vincitori dei giochi Nemei. Ma anche nei giochi Istmici, che si tenevano a Corinto in onore di POseidone, gli atleti trionfatori erano incoronati di sedano e di prezzemolo.

Però era anche una pianta consacrata alla Grande Madre perchè collegata sia alla sfera erotica sia a quella funebre. La si usava infatti per le corone sepolcrali, lo scrive Plutarco. Da qui nacque un detto proverbiale, per indicare un moribondo: “Ha bisogno di sedano”, popolare nelle campagnefino a qualche decennio fa.

Si sosteneva che la sua radice, mangiata cruda, fosse un potente afrodisiaco. IL midollo legnoso, detto cuoricino, aveva anch’esso proprietà afrodisiache, ma più blande, e donarlo ad una persona di sesso diverso veniva interpretato come un invito molto esplicito alla conoscenza biblica.

Castore Durante consigliava il seme alle donne perchè le rendeva “più pronte alle cose veneree”. Si diceva che il gambo, colto durante il plenilunio e portato a contatto con la pelle, avrebbe restituito a uomini e donne la carica erotica perduta. La stessa funzione l’avrebbe esercitata il gambo appeso alla testata del letto, che avrebbe riportato armonia e desiderio erotico nelle copie disamorate e sessualmente intiepidite.

Che il sedano abbia proprietà afrodisiache lo ha confermato la medicina contemporanea. Il suo succo fresco non soltanto è antiastenico e antireumatico, ma contiene un tasso elevato di vitamina E, fattore equilibratore delle funzioni sessuali. Forse per questo motivo ne vanno ghiotti i conigli, diversamente dagli altri animali che non lo amano perchè dà cattivo sapore al loro latte.

Fonte qui

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