Allarme tachipirina per i bambini: una ricerca scientifica avvisa i genitori

La notizia pubblicata su informasalus, dove viene riportato lo studio di una ricerca condotta dal dott. Julian Crane sugli effetti collaterali e tossici del paracetamolo, principio attivo del farmaco di largo consumo che tutti conoscono con il nome di tachipirina.

Lo studio ha rilevato l’incidenza di effetti collaterali importanti soprattutto nei bambini, se il farmaco è somministrato prima del compimento dei 15 mesi di età.

Cosa è e a cosa serve è un principio attivo che si trova in vendita come farmaco da banco o meno a seconda del dosaggio; è molto usato come antipiretico (cioè per far diminuire la febbre), ma pochi sanno che è anche un analgesico (cioè come antidolorifico) per  il mal di testa e altri disturbi secondari e per questo è la sostanza principale di molti farmaci usati contro il raffreddore e l’influenza. Il paracetamolo viene anche usato in associazione con gli antinfiammatori non steroidei (FANS) e gli analgesici oppioidi (ad esempio Tachidol®, associato con codeina) per curare forme di dolore più severe (ad esempio il dolore postoperatorio). E’ usato ampiamente in età pediatrica. Il paracetamolo deriva dal catrame minerale ed appartiene alla categoria di farmaci noti come analgesici anilinici: è l’unico farmaco di questa categoria che è ancora in uso attualmente.

Effetti collaterali E’ emerso che Il 90% dei bambini che sono stati trattati con paracetamolo, hanno più probabilità di sviluppare sintomi come l’asma verso i sei anni di età rispetto ai bambini che non hanno assunto tale farmaco o simili. Facendo qualche passo indietro, emerge che esiste una letteratura medica che riguarda il paracetamolo e risale al 1967 (cfr Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics 156, 285, 1967), dove sono elencati gli effetti collaterali del principio attivo della tachipirina alle dosi terapeutiche. Vertigini, sonnolenza, alterazioni ematologiche, secchezza orale, problemi di accomodazione, nausea vomito, fenomeni allergici, tipo glossite (lingua gonfia), orticaria, prurito, arrossamenti, cutanei, broncospasmo, porpora trombo-citopenia, i più conosciuti. Gli stessi effetti collaterali che erano stati riportati circa venti anni fa dal dott. Roberto Gava (l’Annuario dei farmaci), dove aggiunge che il paracetamolo possiede anche un’elevata tossicità acuta dose-dipendente con gravi effetti epatici, ittero ed emorragie, e la possibilità di avere una progressione verso l’encefalopatia, il coma e la morte.

Inoltre la tachiprina può causare insufficienza renale con necrosi tubulare acuta, aritmie cardiache, anemia emolitica, agranulocitosi, e pancitopenia. L’allarme riguarda soprattutto l’uso in pediatria, al primo accenno di febbre sotto consiglio medico viene somministrata tachipirina anche ai neonati.  A riguardo c’è molta disinformazione da parte del Sistema Sanitario Nazionale, che dovrebbe mettere in guardia i pazienti dagli effetti della tachipirina come farmaco molto tossico che può danneggiare in maniera marcata l’organismo, soprattutto il delicato sistema immunitario dei più piccoli. Proprio questi ultimi, secondo il dott. Gava scarseggiano di sostanze antiossidanti come il glutatione e quindi più esposti a reazioni avverse, il suggerimento è quello di non somministrare paracetamolo ai bimbi piccoli, specie se immaturi o se hanno assunto farmaci per tempi prolungati o se sono stati sottoposti a vaccini da meno di un mese.  La mancanza di glutatione nei neonati, in combinazione con la tachipirina spesso somministrata dopo una vaccinazione, provocherebbe conseguenze a dir poco disastrose. Sappiamo che la cisteina (un aminoacido essenziale che permette la produzione di glutatione da parte del fegato e del cervello) viene sintetizzata da un enzima, la metionina sintetasi, e che il mercurio contenuto nei vaccini blocca l’attivazione di questo enzima con la conseguenza di una maggiore probabilità di alterare lo sviluppo cerebrale con incremento di autismo e del disturbo da iperattività (ADHD), patologie che sono enormemente aumentate in questi ultimi anni. Tra l’altro i bambini autistici hanno il 20% in meno di cisteina disponibile e il 54% di livelli più bassi di glutatione e questo comporta una maggiore incapacità del loro organismo di espellere metalli tossici come il mercurio (sia alimentare che dei vaccini).

Ne consegue che questi soggetti non dovrebbero mai assumere tachipirina almeno nei primi anni di vita, sicuramente non prima di aver superato i due anni. Infatti sotto i sei mesi, un bimbo non è in grado di espellere il mercurio vaccinale poiché il fegato è ancora “immaturo”.  E’ consigliabile eseguire ai bambini esami ematochimici per capire le capacità antiossidanti e quanto sia maturo il loro sistema immunitario e la loro capacità epatica di espellere le tossine. È dimostrato, tra l’altro, che il mercurio entra molto facilmente e si accumula nei tessuti cerebrali dei bambini (ma non solo) dato che la loro barriera encefalica è più recettiva. In più, il mercurio, a dosi elevate altera la mitosi cellulare in un cervello in accrescimento come è quello di un bambino. Studi scientifici del 2008 e del 2009 hanno dimostrato che l’assunzione di paracetamolo aumenta la probabilità dei bambini piccoli di ammalarsi di autismo. Eppure la tachipirina spesso viene data dopo l’assunzione dei vaccini per “spegnere” gli effetti visibili e tranquillizzare quei genitori totalmente ignari di ciò che potrebbe succedere in quei soggetti più predisposti a livello immunitario ai danni dei vaccini. Abitudine che spesso non finisce con l’età, perché molti adulti assumono tachipirina ai primi sintomi di mal di testa, mal di schiena o semplicemente per qualche linea di febbre. Si rende necessario a tale proposito, rimandare ad un uso responsabile e consapevole dei farmaci, rivolgendosi anche a medici che hanno indirizzato la loro professione verso cure alternative, come l’Omeopatia Classica, Agopuntura Cinese etc, che conducano ad una apertura mentale svincolata da credenze collettive, adoperando uno stile  di vita sano e più naturale.

Fonte: qui

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